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mercoledì 1 ottobre 2014

Le Recensioni del Mercoledì - "Il Cristallo di Nervasinar" di Paolo Parente.



Benvenuti e bentornati! Oggi, per la rubrica del mercoledì dedicata alle recensioni, ho letto per voi il secondo volume della trilogia dei cristalli di Paolo Parente, "Il Cristallo di Nervasinar". Un ottimo seguito da cinque stelline su cinque!
La trama del primo volume era molto bella, meritava il massimo dei voti, ma ho dovuto abbassare un po' il mio giudizio perché la grammatica e la fluidità del testo presentavano diverse lacune. In questo secondo volume quei problemi sono stati risolti quasi del tutto: qualche imperfezione grammaticale persiste, di contro il testo risulta scorrevole e interessante. La trama, invece, era leggermente più accattivante nel primo volume, diciamo che questo rappresenta un importante punto di transizione che non poteva essere saltato per poter arrivare al terzo volume, che ci darà le risposte finali. Nonostante questo libro non sia stato un tripudio di colpi di scena come l'altro, non sono comunque mancate le sorprese (belle o brutte), dall'inizio alla fine. Spero di veder risolvere certi risvolti negativi della trama nel prossimo libro, che non mancherò di acquistare.
A presto con un'altra recensione! Stay tuned!

Questo articolo Vi è stato offerto da Maddalena Cioce, autrice di “Forgotten Times - La Redenzione dei Dannati”, “Le Cronache di Ériu - La Faida” e “I Sussurratori” (in uscita il 13 ottobre). http://tinyurl.com/maddalenacioce






sabato 5 luglio 2014

Fantasy Cinema: Transcendence



Quanti di voi si ricordano un vecchio film intitolato "Il taglia erbe".
Era un film pacchiano quanto il titolo, ma ha avuto un discreto successo. E' stato probabilmente il precursore dei film di fantascenza incentrati sulla realtà virtuale e dell'uso della rete come mezzo di controllo di tutto il mondo, e se non lo avete visto, vi consiglio di andare a guardarvelo.
Oppure, guardatevi questo Transcendence, che è praticamente l'identica storia.
Johnny Depp interpreta un genio dell'informatica, a capo di un progetto per la simulazione di un cervello biologico. In poche parole eseguono l'intera mappatura del sistema neuronale di un cervello, e lo ricostruiscono informaticamente, avviandolo come un programma qualsiasi. Ci sono riusciti con il cervello di una scimmia, ma l'unico risultato ottenuto è stato un programma che non fa altro che urlare quando viene acceso.
La via verso il vero successo sembra mooooolto lunga, ma visto che non abbiamo tempo di aspettare, il film ci viene incontro. Così il professore diventa il bersaglio di un pazzo dalla pistola facile, che lo ferisce gravemente, ma non lo uccide. Ora a tutti voi verrebbe facile pensare che sarebbe stata l'occasione giusta per fare da cavia, se solo fosse stato in fin di vita. Ma gli sceneggiatori vogliono complicarsi la vita, e decidono che la pallottola è radioattiva... no, davvero? Una pallottola radioattiva? Lasciando stare questa assurda pensata, comunque, al professore rimane un mese di vita. Ecco! Ora si che diventa la cavia perfetta. Senza il caso umano, il film non poteva funzionare.
Tralasciando comunque il fatto che non si capisce perché la mappatura del cervello debba essere tanto pericolosa da poterla fare solo a un malato terminale, gli amici del professore riescono nell'immane operazione attraverso un paio di computer tenuti insieme con lo sputo, visto che non possono usare ufficialmente quelli del progetto.
Dopo aver abbandonato il proprio corpo morente, ed essere diventato un computer pensante, il professore si sbizzarrisce nella rete, riuscendo a fare praticamente ciò che vuole.
Il suo cervello diviene così potente, da renderlo capace di monopolizzare l'intero mondo con le sue invenzioni (computer quantistici, nanomacchine, rigenerazione, clonazione, ecc.), e dopo un paio di anni, finalmente il governo si accorge di lui. Inizia così una guerra tra le due potenze, dove l'essere umano non può assolutamente vincere.
Come potrebbe finire allora? Bha, questo non posso svelarvelo, ma come succede sempre in tutti i film in cui si parla d'informatica, arriva qualcuno che sarebbe in grado di spegnere internet con la sola pressione di un tasto.
Il film è bello, tutto sommato, con molti colpi di scena e trovate interessanti, ma il vecchio "Taglia erbe" aveva almeno il buon gusto di non tentare troppo.

voto 7.5

Paolo Parente.

http://tinyurl.com/pg9z9nw

sabato 14 giugno 2014

X-Men: Days of future past


Lezione n° 1: come si può riportare sulla cresta dell'onda una saga che è stata spremuta ormai fino all'osso, e che probabilmente non ha più un futuro? Una in cui tutti i protagonisti, o quasi, sono morti, scomparsi, o incapacitati?
Molti di voi direbbero: "cavolo, mi sa che è spacciata. Non c'è più niente da fare".
Ma per fortuna, la Marvel ci viene incontro con una bacchettata sulla mano e ci dice: "tu, povero infedele che non comprendi la magia del cinema, e che sottovaluti il potere del merchandising, sta a vedere come si risorgono i morti".
Ed è cosi che nasce questo film, X-men - giorni di un futuro passato. Perché se una macchina per fare soldi buca una ruota, che fai? La rottami? No! Cambi la ruota e la fai ripartire. In questo caso, per poterlo fare, visto che tutti i personaggi principali hanno fatto una brutta fine nei precedenti tre film, o comunque si era giunti a un cul-de-sac dal quale era difficile uscire, hanno fatto brillantemente cambiare il passato al nostro caro Wolverine, protagonista immancabile di tutti questi film.
Avete capito bene: con un unico film, hanno deciso di cancellare tutti gli altri. Hanno estirpato il problema alla radice, offrendoci la possibilità di poter godere di altri n-mila film di x-men, sperando che non commettano più gli errori del passato.
Fatta questa considerazione personale, tuttavia, il film si rivela gradevole, e a detta di molti, anche il migliore di tutti i precedenti. Siamo in un futuro non ben precisato, dove la creazione delle sentinelle, che sono androidi con capacità adattive, hanno fatto piazza pulita di quasi tutti i mutanti. Tuttavia, con il tempo, si sono rivoltati anche contro gli umani normali, e questo ha fatto in modo che il mondo cadesse soggiogato in una guerra impari contro queste creature. In questo ambiente buio e apocalittico, molto simile a quello dei film "terminator", il dottor Xavier decide di mandare indietro nel tempo Wolverine, l'unico in grado di sopportare i traumi grazie alle sue capacità rigeneranti, per poter fermare la creazione di queste invincibili macchine di morte.
Nel passato stringerà una collaborazione con il giovane Xavier e Magneto, in un periodo che si svolge appena dopo le vicende raccontate in "X-men l'inizio". Il loro compito sarà quello di catturare Mystica, che sembra essere il tassello mancante per la comprensione di tutto il problema. La missione non sembra essere facile, visto l'estrema capacità della mutante di nascondere la propria natura. Ma nel corso del film, la situazione si ribalterà più volte mettendo in gioco alleanze, tradimenti e doppi giochi di ogni genere, spiazzando lo spettatore e accompagnandolo verso un finale spettacolare come solo Magneto sa regalarci.
In conclusione è un bel film che consiglio di guardare.

Voto: 8.7

Paolo Parente

venerdì 9 maggio 2014

Fantasy Cinema

Divergent


Dopo aver visto questo film non so proprio come iniziare questa recensione.
Ci sono davvero tante, troppe cose che non vanno in questo film, che mi verrebbe semplicemente da dire: risparmiatevi la visione.
Ma sono una persona professionale, quindi cerco di farvi capire in che modo questo film è riuscito a farmi annoiare terribilmente. Per prima cosa, se non lo sapete, è l'ennesimo lungometraggio tratto da un libro adolescenziale che in molti associano all'altro Hunger games. Ciò che mette in comune queste due opere, secondo me, è il tentativo degli autori di mettere in piedi una storia fantasiosa, in un mondo futuristico e utopico, che per quanto ci si possa sforzare di immaginare, risulta davvero impossibile da ottenere.
Perché ci si chiede in che dannato modo il mondo possa finire regolato da leggi tanto stupide e infantili.
Ma andiamo con ordine: in un futuro non meglio definito, una città non meglio definita, ha deciso di preservare una pace ottenuta dopo una guerra non meglio definita, isolandosi dal resto del mondo, di cui non si sa nulla, attraverso una muraglia che circonda la città.
La classe politica ha pensato che per ottenere una pace duratura, fosse bello dividere gli abitanti in cinque fazioni, come se avere quattro gruppi di persone che la pensano diversamente da te fosse il metodo giusto per non avere nemici.
Se già pensate che la cosa sia assurda, aspettate di sapere delle fazioni:
troviamo quella degli studiosi e pensatori, che ovviamente risultano altezzosi e arroganti. Poi ci sono quelli che lavorano la terra, e che vengono chiamati i gentili. Abbiamo quelli che si occupano della legge, e che dicono sempre la verità (a meno che un quinto della popolazione non abbia un tumore al cervello, mi sembra una boiata galattica). Ci sono quelli di Abnegazione, che si occupano di aiutare gli altri e di sentirsi poveri per necessità. Infine, e questo mi ha fatto ridere più di ogni altra cosa, ci sono gli Audaci: imbecilli che non fanno altro che correre e saltare dappertutto come una mandria di scalmanati che fanno parkour ovunque. Si dice che la loro fazione debba occuparsi della sicurezza nella città, ma in tutto il film non si è visto una sola persona che lo abbia fatto.
Infine ci sono i senza fazione: a tutti gli effetti dei senza tetto che non sono riusciti a superare le prove di ingresso alle fazioni, e che nemmeno vengono aiutati da quelli di abnegazione.
Ma che cos'è un divergente?
Dovete sapere, che all'ingresso della maggiore età, ogni persona deve sottoporsi a un esame attitudinale per capire a quale fazione far parte. Si dice che il risultato sia solo un suggerimento, e che ciascuno sia comunque libero di scegliere di testa propria. Inoltre la maggior parte delle volte, il test attitudinale riconferma la fazione di nascita della persona.
A volte però capita che il test evidenzi più di un suggerimento, e questo fa di quella persona un divergente.
Apriti cielo! Qualcuno ha la supernaturale capacità di potersi adattare a più di una fazione? Diamine, allora bisogna trovarli e ucciderli.
Ecco, questo è più o meno quello che vi aspetta.
Aggiungete che tre quarti del film sono dedicati all'addestramento della protagonista all'interno della fazione degli Audaci, e che della città e dei suoi abitanti non si sa e non si vede assolutamente nulla.
Pensate che c'è un treno che definirei addirittura 'fantasma': non si sa da dove arriva né dove deve andare. Non si ferma mai. Non si sa da chi è guidato. E gli unici che ci salgono sono quelli di Audacia che lo prendono letteralmente al volo.
Non saprei come altro definire un tale agglomerato di 'no sense'.

voto: 2


Parente Paolo

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