sabato 14 dicembre 2013

Scrittura Creativa - Third Lesson - La trama





Se vi siete cimentati nell’ultimo esercizio proposto, quello del Chi? Come? Dove? Quando? e Perché?, allora avete sotto gli occhi quella che sarà la trama della vostra storia.
O, molto più probabilmente, un abbozzo di essa.
Queste sessanta (o cento, se è per questo) parole sono lo scheletro sul quale andrete a costruire il vostro romanzo o il vostro racconto. E non la vostra saga. Non ancora, vi prego. Prima si impara a pedalare e poi si ci iscrive al Giro d’Italia.
Se avete seguito lo schemino dell’esercizio, la vostra trama conterrà tutte le informazioni importanti per voi e, successivamente, per il lettore. Avremo quindi un’idea generale su chi sono i protagonisti della vostra storia, dove vivono, in che epoca vivono, quali sono e saranno le loro azioni e, molto importante, cosa li muove a compiere proprio quelle azioni. L’abbozzo di una trama non dovrà mai essere molto specifico. Ovviamente, se nella vostra mente sono già presenti episodi dettagliati ricordatevi di prenderne nota per un utilizzo successivo, ma al momento non appesantite la trama con troppi dettagli.
Di certo dovrete avere un’idea generale anche di dove state andando a parare. Il finale della vostra storia non dovrà essere definito nei più minimi dettagli, ma almeno dovrete avere un’idea di come volete concludere la vostra storia. Approfitto comunque per ricordarvi che niente di quel che scrivete è inciso su pietra. Tutto può subire variazioni in qualsiasi momento, ma avere già un’idea del percorso da compiere vi renderà più tranquilla la stesura.
Ovviamente non esistono regole nella creazione di una trama. Le nostre domande servono soltanto a schematizzare. Però, c’è perlomeno uno schema classico di trama che merita un po’ di attenzione. Si articola su sei punti e potrete trovarlo illustrato su tutti i principali manuali di scrittura.
1)      Stabilità: è il momento di partenza, quello dell’equilibrio, il punto da cui si dipanerà tutta la storia. In questa fase dovrete cercare di fornire al lettore le informazioni principali sui vostri protagonisti, sulla loro vita e sul loro mondo. È una fase essenzialmente descrittiva. Non a caso le favole cominciano sempre con C’era una volta.
2)      Conflitto: è il momento in cui succede qualcosa, in cui la vita dei nostri personaggi viene sconvolta da un evento. Le possibilità sono molteplici: dai barbari che invadono il villaggio del nostro eroe/eroina massacrando tutti tranne lui/lei al mago che si presenta alla vostra porta per condurvi in un misterioso viaggio.
3)      Complicazione: ovviamente se la questione fosse tutta nel risolvere un conflitto, nessuna storia andrebbe oltre le due pagine. Appartengono a questa fase tutte le difficoltà che il nostro eroe incontrerà nel risolvere il conflitto generato dal punto due. Rientrano in questa fase i tradimenti, i cosiddetti scherzi del destino e tutto ciò che sembra allontanare il nostro eroe dal successo mentre in realtà lo fortificano.
4)      Climax: questa è facile. È il punto più alto del cammino del nostro eroe, quello in cui il lettore starà con il fiato sospeso per comprendere quello che accadrà. È il momento delle epiche decisioni, quelle che decreteranno il successo o l’insuccesso del nostro eroe.
5)      Denoument o scioglimento: è il momento in cui il conflitto inizia a trovare le sue risposte e si incanala verso la sua soluzione. È un punto critico della scrittura, nel senso che capita spesso di perdere i propri lettori in questo momento perché tendiamo a trascurare il corretto scioglimento dei conflitti. Pronti ad arrivare al gran finale, ci dimentichiamo che abbiamo lasciato il grande amore del nostro eroe appeso a una corda sopra una vasca di piranha e cose di questo tipo.
6)      Risoluzione: risolto il conflitto la nostra storia deve assumere un nuovo equilibrio. Questo non necessariamente vuol dire che deve esserci un lieto fine (a me piacciono, ma è una mia opinione). Il nostro eroe potrà uscire dalla sua avventura felice e ricompensato oppure infelice ed emotivamente distrutto, ma è necessario che l’equilibrio venga ricostituito. Anche se avete in mente un sequel. Se proprio non riuscite a levarvi dalla testa di essere i futuri eredi di Martin, perlomeno cercate di concludere le trame secondarie. Non sempre la pazienza del lettore vi consentirà di narrare come volete voi.
Una piccola nota aggiuntiva. Quando si parla di trama non si può ovviare a citare altre due parolacce, vale a dire l’intreccio e la fabula.
L’intreccio è la nostra storia nella scansione temporale in cui viene narrata. Non sempre il tempo dell’intreccio è lineare. Spesso si ricorrerà a qualche flashback oppure potrebbe accadere di dover narrare il medesimo episodio dal punto di vista di due personaggi diversi.
La fabula, invece, è la narrazione lineare degli avvenimenti e questo implica che non sempre fabula e trama abbiano la medesima scansione temporale. Ho sempre trovato di molto aiuto fare una rappresentazione grafica della fabula, una sorta di specchietto temporale. Serve a tenere d’occhio lo svolgimento degli eventi anche secondo le leggi naturali. In una storia fantasy, per esempio, potrebbero non festeggiare il Natale, ma ci dovrebbero essere delle feste stagionali. Oppure, un altro errore classico è quello di distribuire pleniluni a caso (la luna piena ha il suo perché, vero?). Per cui narrazioni che durano poche settimane si godono la bellezza di cinque o sei pleniluni. Ricordatevi, l’importante è la coerenza.

Esercizio:
Ovviamente, dopo la trama, dovete schematizzare intreccio e fabula.

Prossima puntata: i personaggi.
Stay Tuned!

I.B.


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